Draghi e Computer
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Il castello Maledetto
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Il Castello Maledetto
La locanda era cupa, avvolta in un fumo maleodorante di sterco bruciato e sego fuso; ma il cibo era gustoso, ed il vino forte e frizzante: forse per questo era così affollata. I due stranieri seduti in disparte, non badavano affatto agli altri avventori,
trovando più proficuo discutere dei propri affari a mezza voce. Quello appoggiato alla parete, un uomo scuro, con abiti che un tempo potevano essere stati eleganti, ma ora erano rovinati dalla polvere e dall'uso, stirò le lunghe gambe sotto la tavola, sbadigliò pigramente, e portò le braccia ad incrociarsi dietro la nuca, sollevando i folti capelli neri, che s'arruffavano in ciocche scomposte.
"Non merita la fatica di vederlo." avvertì con fare annoiato.
"Ma c'è un brutto ceffo che ti sta guardando da un pezzo, e, per tua fortuna, ha un occhio solo."
"Dov’è l'altro?"
Domandò l'interpellato, le cui chiome bionde mandavano bagliori dorati, nella luce incerta delle fiaccole. La barba incolta non riusciva ad allungarsi, coprendo appena le guance, e gli occhi blu erano troppo particolari per passare inosservati.
"L'altro occhio? Sparito chissà dove. Sotto alla benda che tenta invano di coprirlo, quel curioso gentiluomo ha un grosso buco."
Rispose il suo compagno, tirando appena le sopracciglia, scure e sottili, perfettamente disegnate. Non mosse un solo muscolo nell'udire l'imprecazione soffocata che seguì le sue parole.
"Lo leviamo di mezzo?"
Suggerì traendo di tasca un mazzo di carte, cominciando lentamente a mischiarle, portando lo sguardo tutt'intorno alla sala. Mezzo eccellente per scrutare a fondo ogni presente, fingendo di cercare il giusto compagno per un gioco interessante.
"L'amico non è solo."
Concluse poi ritornando al suo boccale con uno sguardo deluso.
"Certamente no." confermò il Signore della Notte, i begli abiti scuriti dalle nebbie dell'Ovest ed appannati dall'uso. "Metti via quella roba, vuoi tirarci addosso altri guai?"
"Paga l'oste, e digli che ce ne andiamo. Così avranno il tempo d'infilarsi nella stalla."
………………………..
Di Rosella Rapa

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