|
|
|
Il Drago
|
L’ombra del Drago si parò dinanzi al sole fiammeggiante, oscurando la già tetra città incassata negli anfratti tra le montagne.
quando le nubi pomeridiane si addensano tra le montagne,
La luce giungeva raramente tra le case scavate nella roccia, abituate ormai a vivere immerse in un'atmosfera costantemente
semi-buia: il grande astro rosso, dominatore del pieno giorno, non si salutava quasi più; si tollerava con fastidio, come un
vicino troppo invadente, dal quale guardarsi, cercando di fuggirlo per evitare indesiderate interferenze nella tranquillità quotidiana.
Appena un poco più discreti erano i soli gemelli, azzurro l’uno, e bianco l’altro, che scandivano l’inizio e la fine di ogni giornata.
………………….
Di colpo, una strana sensazione s'impadronì di lui; un senso d'angoscia, un terrore folle, inspiegabile,
di cui non si rese perfettamente conto, ma che comprese di un tratto: era buio.
Non l'usuale penombra grigia e morbida, non la solita notte rischiarata da fuochi seminascosti negli anfratti, ma il nero cupo dell'oltretomba,
la totale assenza di vita.
S'udì un rumore, alto, frusciante; un battito d'ali possenti, che smossero l'aria amorfa con soffio gelido e raccapricciante.
Gli abitanti della città nascosta rimasero impietriti, subendo quel prodigio mai visto e foriero di tragiche sventure: il Drago, tante volte temuto,
si librava nel cielo, non lontano e fluttuante come la tranquilla abitudine aveva ormai accettato, ma pericolosamente vicino.
|
|
Di Rosella Rapa
|
|